cosmo

“Il mistero più grande che ci offre l’universo. non è quello della vita ma quello delle dimensioni.
Il bambino, che più di ogni altro si trova a suo agio con il prodigioso, domanda: Papà che cosa c’è sopra il cielo?
E il padre risponde: L’oscurità dello spazio. Il bambino: Che cosa c’è oltre lo spazio? Il padre: La galassia. Il bambino: E oltre la galassia? Il padre: Un’ altra galassia. Il bambino: Oltre le altre galassie? Il padre: Nessuno lo sa.
Visto? La grandezza ci sconfigge. Per il pesce, il lago in cui vive è l’universo. Che cosa pensa il pesce quando viene agganciato per la bocca e strappato ai confini argentei dell’esistenza e trasferito in un universo nuovo dove l’aria lo annega e la luce è un’azzurra follia? Dove bipedi giganteschi senza branchie lo buttano in una scatola soffocante e lo ricoprono di erbe bagnate per lasciarlo morire?
Oppure prendiamo la punta di una matita e ingrandiamola. Si arriverebbe ad un certo punto ad una scoperta straordinaria, che cioè la punta della matita non è solida, bensì composta di atomi che ruotano vorticosamente come pianeti…a miliardi.
Ciò che a noi appare solido è in realtà solo un reticolo di corpi separati, tenuti accostati dalla forza di gravità.
Riportate alle loro dimensioni corrette, le distanze fra gli atomi potrebbero diventare leghe, epoche temporali.
E gli atomi a loro volta sono composti da nuclei e da protoni e da elettroni che vi ruotano attorno. E si potrebbe scendere ancora alle particelle subatomiche. E poi a che cosa? Ai tachioni? Al nulla? Ah, questo no di sicuro.
Tutto nell’ universo nega il nulla; ipotizzare una conclusione delle cose è proporre l’impossibile.
Se tu cadessi ai limiti dell’universo, troveresti forse uno steccato e un cartello con la scritta fine?
No potresti trovare forse qualcosa di solido e concavo, come deve essere la vista del suo guscio da parte del pulcino dentro l’uovo. E se dovessi rompere anche tu quel guscio, quale luce possente e torrenziale vedresti brillare attraverso il tuo forellino alla fine dello spazio? Può essere che guardando attraverso tu scopra che il nostro intero universo non è che un atomo su uno stelo d’erba? Potresti essere indotto a riflettere che bruciando un ramoscello incenerisci un’eternità di eternità? Che l’esistenza non si limita a un finito ma si propaga per un infinità di essi?
Può essere che tutto ciò che noi percepiamo, dal virus microscopico alle lontane nebulose sia tutto contenuto in uno stelo d’erba… uno stelo esistito forse per non più di un giorno o due in un flusso temporale a noi alieno.
E se lo stelo fosse tagliato da una falce? Quando cominciasse a morire, la sua decomposizione deborderebbe nel nostro universo e nelle nostre vite particolari, ingiallendo e dissecando ogni cosa? Forse ha già cominciato a succedere.
Noi diciamo che il mondo è andato avanti, ma forse ciò che intendiamo in realtà è che ha cominciato a seccare.”
Stephen King

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