Diario del capitano

Vivo nell’ oscurità,…una oscurità voluta e ineluttabile, le serrande sono chiuse come le porte, pochi spiragli soltanto per rendere uno stretto passaggio ancora più angusto alla luce…un vocabolario vacilla sotto il mio peso, ma è saldo , io lo so, sto sudando fa caldo e sono affaticato, ma aprire le finestre significherebbe spalancare il ritaglio del mio silenzio misero alle voci di miseri esseri che nonostante la loro nauseabonda essenza sono più forti con le loro fottute voci le loro biciclette e il loro parlare a vanvera…un cubo multicolore mi guarda assonnato dalla scrivania… che cazzo fai mi sembra dire…vieni qua e fammi girare, fammi godere..ma non c’è la voglia…non c’è un cazzo..è solo attesa. Ma il tempo rimasto finalmente è poco poi potro mandare a farsi fottere la pazienza sento già sul palato l’intenso sapore di quell’ attimo…4 miseri muri in cui rimbomba il rumore di oceani lontani, che non ho mai visto, magari che mai vedrò…però saperli qui insieme a me è rassicurante…potrebbe essere il rumore dello sciacquone di qualche stronzo…ma che importa quando tu credi che non lo sia…le persone sanno solo quello che gli racconti…così va il mondo è sempre stato così e sarà così fino in fondo non ci puoi fare nulla sta a te decidere se fidarti o no e se ci pensi su alla fine è meglio fidarsi per non avere grane…ma quelle arrivano sempre. Mutande, scarpe bottiglie vuote e accartocciate…caos, caos in mezzo alla tempesta tropicale di chissà quale foresta…macachi, scimpanzè, lemuri….tutti quassù in una stanza sono Robin Williams in jumanji. Sembrerebbe un luogo pericoloso…ma lo sono solo i suoni…suoni pericolosi…suoni killer. Non ti fidare…un suono può nascondere tante cose, insidie, trappole ma anche cose belle…si anche quelle. E ricomincia l’ acquazzone shhhhhhhhhhhhhhhh un suono difficile da scrivere, come si scrive un suono ?? è uguale per tutti ?? dovrebbe esserlo io credo…allora perchè qui il gallo fa-chi-cchi-ri-chi e in america fa cock-a-doodle-doo ?? Nemmeno sui rumori c’è accordo, però qui la pioggia cade e sono pronto a morire per difendere il suo suono….ogni tanto mi defilo e sbircio attraverso il pertugio della serranda come un predatore che tende l’agguato alla sua preda qui al sicuro dentro la mia alcova, l’alcova della regina. Flessioni addominali flessioni addominali acqua..pioggia vento…natura incontaminata nel contaminato, paradossi, controsensi, metafore ossimori figure retoriche, solide, liquide, semoventi..di merda a smesso di piovere…solo qualche scimmia in lontananza che esulta o si rattrista.

 
cosmo

Una Risposta to “Diario del capitano”

  1. chiara Says:

    lascio qui la mia risposta al tuo commento..io non do colpa a lui piuttosto ke all\’altro,io faccio solo il ragionamento semplicistico purtrop di ki non potendo piu\’ concedersi il lusso di idealismi vari ragiona in base alla logica del meno peggio..poi per il resto,figurati..PIER WALTER VELTRUSCONI…ed in ogni caso non do la colpa a nessuno dei due.quella la lascio a noi,ciascuno si prenda le proprie.il popolo e\’ sovrano,la sovranita\’ e\’ del popolo.questo ci faccia pensare.notte.
     

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