E’ una musica che non so suonare

La_leggenda_del_pianista_sull'oceano_018

Tutta quella città… non si riusciva a vederne la fine…
La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?
Era tutto molto bello, su quella scaletta… e io ero grande con quel
bel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi che sarei
sceso, non c’era problema.
Non è quello che vidi che mi fermò, Max…
È quello che non vidi.
Puoi capirlo? Quello che non vidi… In tutta quella sterminata città c’era tutto tranne la fine.
C’era tutto.
Ma non c’era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo.
Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu lo
sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti,
loro. Tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare
è infinita.
Questo a me piace. In questo posso vivere. Ma se tu…
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una
tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non
finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai… Quella
tastiera è infinita.
Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c’è
musica che puoi suonare. Ti sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello
è il pianoforte su cui suona Dio.
Cristo, ma le vedevi le strade?
Anche soltanto le strade, ce n’erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voi laggiù a sceglierne una.
A scegliere una donna.
Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire.
Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce, e quanto ce n’è.
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla? A viverla…
Io ci sono nato su questa nave. E vedi, anche qui il mondo passava, ma
non più di duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano, ma non
più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua e una
poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato a vivere in questo modo.
La terra… è una nave troppo grande per me. È una donna troppo bella.
È un viaggio troppo lungo. È un profumo troppo forte. È una musica che
non so suonare.
Non scenderò dalla nave.
Al massimo, posso scendere dalla mia vita.

Danny Boodman T.D. Lemon Novecento

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