Nel segno di Lulin

Questo freddo Febbraio porta con se non solo venti gelidi e candida neve, ma si premura altresì di farci assistere ad un interessante fenomeno, la cometa Lulin, nome in codice C/2007 N3, è infatti visibile nei nostri cieli in tutto il suo verde bagliore.
Nel 1996 un bambino cinese di soli 7 anni, rispondente al nome di Quanzhi Ye, osservando il cielo con il suo
piccolo telescopio, si imbatté su un oggetto dall’aspetto nebulare con
una coda appariscente. Entusiasta, corse dai genitori, annunciando di
aver «scoperto» una cometa, ma la delusione prese il sopravvento quando
gli fu detto che la cometa era già stata scoperta l’anno prima dagli
astrofili americani Alan Hale e Thomas Bopp. La cometa, una delle più
brillanti del XX secolo, fu quindi battezzata Hale-Bopp.
Ma questa disillusione giovanile è stata ripagata nel luglio 2007,
quando Quanzhi Ye, ormai diciannovenne e studente di meteorologia
dell’Università Sun Yat-sen di Guangzhou, analizzando le immagini
riprese qualche notte prima dall’osservatorio di Lulin (Taiwan), notò
un puntino luminoso non riportato nei cataloghi stellari. Non si
trattava di una stella, ma di una cometa e stavolta Quanzhi Ye è stato
il primo a individuarla. Per la verità, in un primo momento, l’oggetto
è stato confuso con un asteroide, ma una settimana dopo l’osservatorio
di Table Mountain, California, rilevò attorno all’oggetto una tenue
chioma: alla cometa è stata assegnata la sigla C/2007 N3, battezzandola
Lulin.
Avvicinandosi al sole ogni istante di più, Lulin arriverà alla minore distanza dalla terra nella notte tra il 23 e il 24 febbraio, circa 0,41 U.A. (unità astronomiche), pari a 61 milioni di Km, a questa distanza la bella Lulin promette di dare spettacolo con una coda che dovrebbe arrivare alla lunghezza equivalente di 8 volte il diametro lunare. Segno che la contraddistingue è la doppia coda (anti coda) che altro non è che una normale coda cometaria che si presenta in
direzione del Sole soltanto per ragioni prospettiche (nelle comete la
coda, essendo originata dal vento solare, si sviluppa sempre in
direzione opposta alla nostra stella). Questa triste viaggiatrice solitaria del cosmo proviene dalla Nube di Oort, l’inviluppo di miliardi di corpi
ghiacciati che avvolge il Sistema Solare interno e il cui raggio si
pensa possa spingersi fino a 100 mila volte la distanza Terra-Sole.
Questi oggetti, che orbitano attorno al Sole, possono subire delle
perturbazioni dal passaggio ravvicinato di una stella o dalle forze
mareali galattiche ed essere spinti verso le regioni più interne del
sistema planetario. È probabile, quindi, che sia la prima volta che la
cometa si avvicina così tanto al Sole. Se così fosse, è difficile
prevedere la sua risposta al riscaldamento solare e potrebbe aumentare
di luminosità in modo imprevedibile. Per osservarla oltre ad un pochino di pazienza è raccomandabile una postazione esule dall’ inquinamento luminoso sia esso umano o lunare, nella notte in questione dovrebbe trovarsi a circa 2° da Saturno, alta in cielo e visibile per buona parte della notte, non sta che ad Eolo l’ultima parola.
Per saperne di più: Articolo della Stampa.

cosmo

Una Risposta to “Nel segno di Lulin”

  1. Matteo Says:

    Bellissimo il tuo blog! Complimenti, belli anche gli interventi.PS: Grazie del commento!!!

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