Save the Whales

23 Gennaio 2008, 07:50 del mattino, Sidney: Quindici balene pilota sono morte dopo essersi spiaggiate sulla costa neozelandese; altre dodici sono in pericolo mentre nuotano a 500 metri dalla riva.

30 Novembre 2008, 06:53 del mattino, Hobart (Australia): Task force australiane di nuovo in azione per salvare 80 balene. Il nuovo intervento è avvenuto nel nord-ovest della Tasmania. Giunti troppo tardi, tutti gli esemplari sono morti.
02 Marzo 2009, 06:02 del mattino (oggi), Camberra: Quasi 200 piccole balene del genere ”globicefalò’ e sette delfini si sono arenati sull’isola King Island, fra l’Australia e la Tasmania. Lo ha segnalato un funzionario del Servizio parchi e natura della Tasmania stimando che circa 140 di questi cetacei sono già morti. Con questa episodio sale a oltre 400 il numero di balene arenatesi sull’isola negli ultimi tre mesi.

Per la quarta volta in tre mesi vi e’ stato uno spiaggiamento di massa di balene nello stato-isola di Tasmania in Australia, ma grazie allo sforzo congiunto di oltre 150 fra ranger e volontari, oggi ne sono state salvate e riportate al largo 54, di un branco di 194 balene pilota che si erano arenate ieri su una spiaggia di King Island nello stretto di Bass, che divide la Tasmania dal continente. Con le balene si erano arenati sette delfini dal naso a bottiglia, cinque dei quali sono stati riportati al largo. Le balene, di una specie relativamente piccola, fino a 5 metri di lunghezza, avevano continuato ad arenarsi per ore domenica sulla spiaggia di Naracoopa e nonostante l’intervento immediato dei soccorritori, 130 erano gia’ morte a mezzogiorno di oggi. Per tutto il pomeriggio e fino a sera, sono stati usati motoscafi ed moto d’acqua per trainare al largo con l’aiuto dell’alta marea, 15 alla volta, le balene i delfini che erano rimasti nell’acqua bassa ed erano sopravvissuti. Tutti i cetacei sopravvissuti sono stati ‘etichettati’ per seguirne i movimenti, e domattina sara’ effettuata una ricognizione per individuarli. ”Sembra che le balene liberate si siano unite ad un branco che si stava alimentando al largo, ma e’ troppo presto per sapere se resteranno in mare aperto”, ha detto Chris Arthur, del servizio parchi nazionali e fauna.
‘E’ sorprendente, alcune muoiono subito, altre sopravvivono per giorni”, ha aggiunto. ”Le balene pilota sono animali piuttosto robusti, lo abbiamo visto nel passato. Finche’ sono vive, c’e’ speranza”. Il sindaco di King Island, Andrew Wardlaw, ha avuto parole di elogio per i residenti dell’isoletta che si sono lanciati nelle operazioni di salvataggio. ”Famiglie intere, bambini, genitori e nonni, si sono dedicati per tutto il giorno, sotto la guida dei ranger. Sono stati eccezionali”, ha detto.
E’ il quarto spiaggiamento di massa nel nordovest della Tasmania dallo scorso novembre, che porta il numero totale in tre mesi a piu’ di 400. In gennaio sono morti su un banco di sabbia presso un’altra spiaggia della Tasmania 45 capodogli, nonostante i soccorritori si fossero adoperati per giorni per tenerli bagnati, mentre cercavano di spingerli verso il mare aperto. Il 29 novembre avevano incontrato lo stesso destino 155 balene pilota, e due settimane prima altre 64 della stessa specie. Gli spiaggiamenti di massa di balene, durante le migrazioni annuali dalle acque antartiche verso quelle tropicali a nord, e poi di nuovo verso sud, si verificano periodicamente in Australia e in Nuova Zelanda per ragioni non ancora comprese. Una delle cause ipotizzate e’ l’interferenza con il loro sistema di orientamento di vibrazioni e suoni prodotti da attivita’ umane in mare.

Fonte: Ansa

Una delle cause ipotizzate ???, mi viene da ridere su come questi giornalisti non trovino il coraggio, o non sappiano dire ciò che realmente sta accadendo. Allora me ne occupo io, che mi frega, tanto qui pochi lo leggeranno, nella migliore delle ipotesi, e nessuno poi vorrà prendersela con uno solo, potrebbero cadere nel torto.
L’evoluzione si sa è la più grande inventrice di questo mondo; adatta, trasforma, immagina, crea e distrugge a proprio piacimento e secondo i propri gusti, senza domandare o chiedere permessi, diamine lei è l’evoluzione a chi deve mai chiedere !?!?. C’è una sola cosa di cui questa grande matrona ha bisogno e che, ahimè, noi gli abbiamo paradossalmente tolto: Di tempo !.
Cristo, chi non ne ha bisogno direte voi, bè io vi dico che in confronto a quello che dobbiamo farci noi, a lei serve sul serio !. Ha bisogno di pensare, deve poter capire e risolvere il problema tentando nuove vie, modificare la vita per far si che sopravviva all’ennesimo scherzo della natura: L’uomo.
Fino a poco tempo fa gli oceani erano un paradiso, solcati da navi splendide sospinte dal vento erano luoghi silenziosi e avviluppati dal mistero delle loro creature. Ma oggi vi siete guardati intorno ? : Mercantili, navi cisterna, cutter, traghetti motoscafi e navi da crociera attraversano incrociandosi ogni remota zona di mare; e come si muovono questi violentatori del silenzio? con i loro sofisticatissimi sonar. Ma i sonar fanno bene o fanno male ? Bè a noi uomini nulla (ancora da dimostrare), ma poichè nulla di male ce ne viene a noi non vuol significare che altri non risentano di qualche effetto collaterale.
A spiaggiarsi sono sopratutto quelle specie appartenenti alla famiglia degli odontoceti, ovvero tutti quei mammiferi marini che si servono di un sistema di ecolocazione per impostare le proprie rotte, emigrare, accoppiarsi, evitare gli ostacoli e inseguire il cibo nelle sterminate pianure oceaniche che sempre più vanno somigliando a intasate strade di città.
I timpani di un cetaceo si lacerano a partire da 180 decibel, basta un altoparlante di una nave Nato a produrne 250; per farvi capire posso dirvi che un razzo in partenza arriva a produrre fino a 170 decibel, se un essere umano vi appoggiasse l’orecchio probabilmente la sua testa salterebbe in aria.
Nell’ acqua i suoni si diramano in media ad una velocità quadrupla di quella che raggiungono in aria per cui tutti quei suoni che le nostre orecchie non possono percepire, perchè appartenenti alla gamma degli infrasuoni, laggiù negli abissi rimbombano e corrono di gran carriera espandendosi in tutte le direzioni e lacerando letteralmente il cervello di questi splendidi animali. Non si può certo affermare che tutti gli spiaggiamenti siano da attribuirsi a questa unica terribile causa, molte notizie ci sono giunte dall’ anitichità di eventi simili, con cadenza ciclica, ma si può affermare con sicurezza che oggi contribuiamo con tutto noi stessi alla loro diffusione. Non per nulla quelle zone di mare in cui si svolgono aperazioni Nato, trivellamenti e scandagli per giacimenti sono le medesime zone in cui questi fenomei sono più frequenti. Provate ad osservare una balena nel mare del Nord, in mezzo a 700 stazioni petrolifere che lavorano e che la confondono con una nebbia acustica insostenibile. Provate a immaginare di vivere in un contesto del genere, provateci, vivreste? o vi spiaggereste anche voi ?, invece avete la vostra camera da letto da 20 decibel il vostro ufficio da 30, la vostra casetta in campagna da 15 tutto il resto non conta tutto il resto può farsi fottere. Vi metterei volentieri al lavoro in mezzo ad un baccano infernale che non vi fa ragionare, che non vi fa dormire, che non vi fa mangiare, che non vi fa vivere. Così…per farvi intendere come voi fate vivere gli altri, altri che sono qui da prima di voi e che, nella meno rosea delle ipotesi, saranno qui dopo di voi.

cosmo

2 Risposte to “Save the Whales”

  1. Interessante.Ho visto anche io questa notizia al tg ed è stato particolarmente esilarante il modo in cui è stata esposta sussurrando alla fine la pseudo-discussione riguardo la causa che si ritenava ignota e forse, ma FORSE, da attribuire a qualche attività umana.Ci tenevo a precisare un\’idea che a mio avviso si sta diffondendo senza delle valide prove a suo carico.I cetacei presentano una particolarità, hanno il lobo paralimbico.Le funzioni di questo non sono molto note( uno dei tanti misteri di questi individui ) , è molto considerata però l\’ipotesi che serva a decodificare i suoni. Grazie a questo si crea così una sorta di "mappa sonora" del mondo , simile a quella che noi riusciamo ad acquisire tramite la vista anche se quest\’ultima sembra sia molto più carente rispetto alla precedente.Nel momento in cui questo lobo subisce delle alterazioni di qualsiasi natura, l\’individuo si ritrova quasi privo di coordinazione, e può facilmente perdere l\’orientamento, dunque è facile che si arenino. E\’ un pò come se noi divenissimo ciechi all\’improvviso mentre stiamo guidando, facile dedurre le conseguenze.Per tornare al lobo paralimbico alcuni studiosi ipotizzano anche una sorta di suicidio cellulare delle cellule principali di questa porzione determinando dunque un non funzionamento e di conseguenza il soggetto può arenarsi.La teoria di questo suicidio è valida per molte cellule di molte specie, ovviamente uomo compreso. Ma è poco valido per spiegare questi episodi. Sono degli eventi troppo massicci e particolari ed è molto più valido considerare la notevole interferenza dell\’uomo nell\’esistenza di queste forme viventi.Se si indagasse meglio in quei luoghi si scoprirebbero delle cause molto più concrete di questo suicidio involontario.Resta il fatto che ognuno di noi contribuisce alla morte di questi cetacei, li uccidiamo e li salviamo in un continuo e sfrenato circolo vizioso ,che investe anche altro, per attenuare i sensi di colpa che ci attanagliano.

  2. cosmo Says:

    Non tutti gli spiaggiamenti sono da attribuirsi alle interferenze umane, spesso gli odontoceti (unici dotati di sonar), affidano il fardello della rotta ad un unico individuo che, diciamo così, si accolla l\’onere di accompagnare il banco verso la destinazione prescelta, una specie di guida, ma se questo cicerone dei mari per qualche motivo ha dei problemi al suo apparato di ecolocazione (problemi che non sa di avere) conduce inevitabilmente alla morte se stesso e tutti gli individui che lo seguono. Questo è uno dei motivi, un\’ altro è quello riguardante il campo magnetico terrestre, grazie infatti a dei composti del ferro presenti nelle loro immani teste , questi animali "leggono" letteralmente il campo magnetico del pianeta per risalire alla rotta da seguire, a volte capitano però letture sbagliate e fatali. Altro che libri proibiti !, Altro fenomeno in voga tra gli studiosi è quello dell\’ isteria di massa, comportamento che, a quanto sembra, tange anche questi animali che possono venire spaventati da qualcosa e fuggire in preda al panico verso la terraferma. Incuranti di ostacoli e pericoli. Motivi veri o falsi, l\’unica certezza è che noi non diamo una mano. !

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