Lode a te, Vento !

Con tutta la sua prepotente maestà, oggi soffia il vento, ed io gli rendo qui tributo parlandone a voi, che magari ne ignorate la nobiltà o che, semplicemente, l’avete obliata.

Le varie zone della Terra sono sottoposte ad una differente pressione atmosferica: più l’aria è pesante, maggiore è la pressione atmosferica. La pressione, a sua volta, dipende dalla temperatura e
dall’umidità.
Se la temperatura sale, la pressione diminuisce; se scende, la
pressione aumenta. Se l’umidità aumenta l’aria si fa leggera, se invece
cala, l’aria si appesantisce.
Le masse d’aria tendono a spostarsi dalle zone di alta pressione a
quelle di bassa pressione. Questi spostamenti d’aria sono appunto i
venti, dovuti al mutare dell’umidità e della temperatura.
Lo schema generale della circolazione atmosferica segue un meccanismo
di circolazione termica a circuito chiuso chiamato cellula di Hadley,
dal nome del suo scopritore, George Hadley, studioso del XVIII secolo.
L’aria
dell’equatore
fortemente riscaldata dal Sole, tende a salire formando una corrente
ascensionale e lasciando sotto di sé una zona di bassa pressione. Una
volta salita, l’aria si raffredda e si sviluppano le pioggie
caratteristiche del clima umido delle zone equatoriali. Perso il vapore
acqueo e divenuta fredda, l’aria ridiscende a nord e a sud
dell’equatore, in due fasce simmetriche di altra pressione (alte
pressioni subtropicali).
Quindi, generalizzando, si possono distinguere zone di alta pressione
in corrispondenza delle regioni polari e di quelle subtroplicali, e
zone di basse pressioni nelle regioni equatoriali e temperate. La
differenza tra le alte pressioni subtropicali e le depressioni
equatoriali dà origine a uno spostamento d’aria verso
l’equatore. Il risultato dell’equilibrio di queste forze sono gli alisei.
Gli alisei hanno direzione e velocità più o meno costanti e soffiano da
nord-est nell’emisfero boreale e da sud-est nell’emisfero australe. Se
la Terra non girasse su se stessa i venti si muoverebbero da nord e da
sud in direzione dell’equatore, ma a causa del moto di rotazione terrestre da ovest verso est, vengono deviati (forza di Coriolis).
Dalle
zone delle alte pressioni subtropicali partono venti verso le zone
temperate, i cosiddetti venti occidentali. Dalle regioni polari, che
sono zone di alta pressione, soffiano dei venti molto freddi (venti
polari), diretti verso le zone temperate. I venti occidentali caldi e i
venti polari freddi convergono in una zona chiamata fronte polare,
caratterizzata da abbondanti precipitazioni.
Ci sono venti che cambiano direzione nel corso dell’anno: I monsoni.
Per sei mesi soffiano dal mare verso il continente e per il resto
dell’anno spirano da terra verso l’oceano. Altri venti sono solo locali
e variabili, cioè non soffiano costantemente come gli alisei: quelli
che più interessano l’Italia sono lo scirocco (vento caldo che arriva
dall’Africa), il libeccio (da sud-ovest), il maestrale (dalla Francia),
la tramontana (da nord).

Per chi poi, come me, è affascinato da tutte quelle storie che si attribuiscono al mito e che da esso nascono crescono e affascinano ecco la storia di Eolo (dal greco aiolos che significa veloce), Dio del vento:

Una leggenda racconta di Eolo, un principe greco, che governava una colonia
sulle isole Eolie. Essendo egli un uomo perspicace, raggiunse una certa
fama perche’ riusciva a prevedere il tempo dalla forma delle nubi
di vapori che sovrastava un vulcano attivo, probabilmente Stromboli. Gli
abitanti del luogo erano pescatori e la conoscenza delle condizioni metereologiche
era un importante elemento della loro vita quotidiana. Cosi’, probabilmente,
con il passare delle generazioni la capacita’ di prevedere gli eventi
e’ stata confusa con la capacita’ di farli avvenire, non sorprende
quindi se nella mitologia si incontra Eolo quale Dio del vento.
Secondo la mitologia greca Eolo, Dio dei Venti, è figlio di Poseidone
e Arne ed ebbe da Zeus il compito di controllare i Venti. Eolo li dirigeva
e li liberava custodendoli dentro le caverne e dentro un’otre a
Lipari, una delle isole Eolie, il piccolo arcipelago a nord della Sicilia,
nella quale aveva la sua reggia. I Venti, dopo aver provocato grossi danni
tra i quali il distaccamento della Sicilia del continente, dovevano essere
tenuti sotto controllo.
Tra questi c’erano quattro fratelli che rappresentavano i Venti
principali: Borea, il più violento, Vento del Nord che per amore
delle cavalle di Dardano si trasformò in cavallo e generò
dodici puledri veloci come il vento; Zefiro, Vento dell’Ovest, dolce
e benefico che annuncia la primavera; Euro, Vento dell’Est, a volte
tempestoso e a volte asciutto che portava bel tempo; Austro, Vento del
Sud, caldissimo e apportatore di pioggia raffigurato sempre bagnato.
Altri Venti sono: Libeccio, Vento del Sud-Ovest avvolto dalla nebbia;
Cecia, Vento del Nord-Est, vecchio con coda di serpente e un piatto di
olive in mano; Apeliotes, Vento del Sud-Est nelle mani del quale c’erano
frutti maturi; Schirone, Vento del Nord-Ovest con un’urna piena
d’acqua pronta ad essere rovesciata sulla terra.
Eolo ebbe dodici figli, sei femmine e sei maschi che si unirono tra loro
creando altri venti.
Quando Ulisse, reduce dalla guerra di Troia, approdò alle isole
Eolie, Eolo lo ospitò e, comosso dal racconto dell’eroe greco,
gli fece dono dell’otre di pelle dentro la quale erano rinchiusi
i venti contrari alla navigazione. Durante il viaggio Ulisse fece soffiare
solo il dolce Zefiro ma mentre l’eroe dormiva, i compagni di navigazione,
credendo che l’otre regalatagli da Eolo fosse piena di tesori, l’aprirono
liberandone i venti che scatenarono una terribile tempesta dalla quale
si salvò solo la nave di Ulisse. Nella Divina Commedia Dante entra nella foresta del Paradiso Terrestre,
dove sente il profumo dei fiori, un vento leggero, il canto degli uccelli.
Inoltratosi nel bosco giunge presso un fiume dalle acque limpidissime,
e scorge sulla riva opposta Matelda che canta e raccoglie fiori.
La donna spiega a Dante la particolare natura e le condizioni del Paradiso
Terrestre. Il vento è dovuto al movimento dei cieli e le acque
non si alimentano con le piogge, ma sgorgano da una fonte perenne.

A voi discernere la certezza dalla superstizione, la verità dal mito, il plausibile dal inprobabile, il possibile dal inconsueto, memori che, però, in ogni leggenda c’è un pò di verità ma che molte verità spesso non sono che leggende.

cosmo

2 Risposte to “Lode a te, Vento !”

  1. Sandey Says:

    Mi piacciono molto i tuoi blog, complimenti.

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