Sotto una piccola stella

“Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finchè vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
E poi fatico per farle sembrare leggere.”

Wislawa Szymborska

(Kórnik, 2. 7. 1923 – Cracovia, 1. 2. 2012)

Il nostro corpo decade, il nostro pensiero si spegne, la nostra volontà sprofonda, credevamo di essere per sempre e già i vermi banchettano con tutto quello che eravamo, la speranza nell’ immortalità, forse quella, lei sola, non ci abbandona mai; Ma prendete un pugno di parole elette e i vermi mangeranno solo scorza vuota, niente sostanza, niente energia . Altrove saranno a renderci immortali .

cosmo

Una Risposta to “Sotto una piccola stella”

  1. nanà Says:


    lascia alla magra suola il tatto
    lo stupore del piede
    di conoscere il cammino
    la diversa consistenza del terreno
    … l’erba lo sterco il sasso
    e dopo un salto d’acqua il muschio.
    Illumina il mio passo
    dammi il cuore.

    (V.L.)

    Ringrazio gli occhi che rispondono, anche senza una domanda posta.
    (quegli occhi lontani.)

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