To travel is to live

Posted in Libri, Viaggi, Natura, filosofia, travelling with tags , , , , , , , on 2016-12-01 by cosmo

Every traveller, at least once, has to say something about travelling, they must do it, it is a stonewritten rule, here a compendium of the best quotes said by the greatest travellers.

Just to help to keep on mind that we are, all of us, just small men in a small planet lost in deepest void we ever imagined. How we could just watch ? How we could just smell that parfume from the windows of our home ? Go out guys…go out and enjoy the show.bkyrn5oat7m

  • “Not all those who wander are lost.”
  • ”It’s a dangerous business, Frodo, going out your door. You step onto the road, and if you don’t keep your feet, there’s no knowing where you might be swept off to.”
  • ”The world is indeed full of peril and in it there are many dark places. But still there is much that is fair. And though in all lands, love is now mingled with grief, it still grows, perhaps, the greater.”
  • ”The wide world is all about you: you can fence yourselves in, but you cannot forever fence it out.”
  • ”Don’t adventures ever have an end? I suppose not. Someone else always has to carry on on the story.”

– J.R.R. Tolkien

  • “People don’t take trips, trips take people.”

– John Steinbeck

  • “You don’t have to be rich to travel well.”

– Eugene Fodor

  • “For my part, I travel not to go anywhere, but to go. I travel for travel’s sake. The great affair is to move.”

– Robert Louis Stevenson

  • “Traveling it leaves you speechless, then turns you into a storyteller.”

– Ibn Battuta

  • “We travel, some of us forever, to seek other places, other lives, other souls.”

– Anais Nin

  • “The gladdest moment in human life, me thinks, is a departure into unknown lands.”

– Sir Richard Burton

  • “No place is ever as bad as they tell you it’s going to be.”

– Chuck Thompson

  • “I am not the same, having seen the moon shine on the other side of the world.”

– Mary Anne Radmacher

  • “Travel makes one modest. You see what a tiny place you occupy in the world.”

– Gustave Flaubert

  • “The man who goes alone can start today; but he who travels with another must wait till that other is ready.”

– Henry David Thoreau

  • “To awaken alone in a strange town is one of the pleasantest sensations in the world.”

– Freya Stark

  • “The life you have led doesn’t need to be the only life you have.”

– Anna Quindlen

  • “Broad, wholesome, charitable views of men and things cannot be acquired by vegetating in one little corner of the earth all of one’s lifetime.”
  • “Twenty years from now you will be more disappointed by the things you didn’t do than by the ones you did do.”

– Mark Twain

  • “Man cannot discover new oceans unless he has the courage to lose sight of the shore.”

– Andre Gide

  • “The use of traveling is to regulate imagination with reality, and instead of thinking of how things may be, see them as they are.”

– Samuel Johnson

  • “The world is a book, and those who do not travel read only one page.”

– Saint Augustine

  • “Life is either a daring adventure or nothing.”

– Helen Keller

  • “Every man can transform the world from one of monotony and drabness to one of excitement and adventure.”

– Irving Wallace

  • “A mind that is stretched by a new experience can never go back to its old dimensions.”

– Oliver Wendell Holmes

  • “Life begins at the end of your comfort zone.”

– Neale Donald Walsch

  • “Take only memories, leave only footprints.”

– Chief Seattle

  • “Investment in travel is an investment in yourself.”

– Matthew Karsten

L’uomo é Legione

Posted in filosofia, Incipit, Libri, Scienza e fede with tags , , , , on 2016-10-03 by cosmo

rows-of-masksL’uomo non ha un ‘Io’ permanente ed immutabile.

Ogni pensiero, ogni umore, ogni desiderio, ogni sensazione dice ‘Io’. E ogni volta sembra doversi ritenere certo che questo ‘io’ appartiene alla Totalità dell’uomo, all’uomo intero, e che un pensiero, un desiderio, un’avversione sono l’espressione di questa Totalità.
In realtà nessuna prova può essere portata per convalidare questa affermazione. Ogni pensiero dell’uomo, ognuno dei suoi desideri si manifesta e vive” in un modo completamente indipendente e separato dalla sua Totalità.
E la Totalità dell’uomo non si esprime mai, per la semplice ragione che non esiste come tale, salvo che fisicamente come una cosa, ed astrattamente come un concetto.
L’uomo non ha un ‘Io’ individuale. Al suo posto vi sono centinaia e migliaia di piccoli ‘io’ separati che il più delle volte si ignorano, non hanno alcuna relazione, o, al contrario, sono ostili gli uni agli altri, esclusivi ed incompatibili. Ad ogni attimo, ad ogni momento, l’uomo dice o pensa ‘Io’. Ed ogni volta il suo ‘io’ è differente. Un attimo fa era un pensiero, ora è un desiderio, poi una sensazione, poi un altro pensiero e così via, senza fine. L’uomo è una pluralità.
Il nome dell’uomo è legione …
“L’alternarsi di questi ‘io’, le loro lotte manifeste, di ogni istante, per la supremazia, sono comandate dalle influenze esteriori accidentali. Il calore, il sole, il bel tempo richiamano subito tutto un gruppo di ‘io’. Il freddo, la pioggia, la nebbia richiamano un altro gruppo di ‘io’, altre associazioni, altri sentimenti, altre azioni. E non c’è niente nell’uomo che sia in grado di controllare i cambiamenti di questi ‘io’, principalmente perché l’uomo non li nota, o non, ne ha alcuna idea; egli vive sempre nell’ultimo ‘io’. Alcuni, naturalmente, sono più forti degli altri, ma non della loro propria forza cosciente. Essi sono stati creati dalla forza degli avvenimenti o dagli stimoli meccanici esterni. L’imitazione, l’educazione, la lettura, l’ipnotismo della religione, delle caste e delle tradizioni, o la seduzione degli ultimi slogans, danno origine nella personalità dell’uomo a degli ‘io’ molto forti che dominano intere serie di altri ‘io’ più deboli. Ma la loro forza non è che quella dei rulli nei centri. E tutti questi ‘io’ che costituiscono la personalità dell’uomo hanno la stessa origine delle incisioni sui rulli: sia gli uni che gli altri sono i risultati delle influenze esteriori e sono messi in movimento e comandati dalle influenze del momento.

“L’uomo non ha individualità. Non ha un grande ‘Io’ unico.
L’uomo è diviso in una moltitudine di piccoli ‘io’. “Ed ogni piccolo ‘io’ separato è capace di chiamare se stesso col nome della Totalità, di agire in nome della Totalità, di fare delle promesse, prendere delle decisioni, essere d’accordo o non essere d’accordo con quello che un altro ‘io’, o la Totalità dovrebbe fare. Questo spiega perché la gente prende così spesso delle decisioni e le mantiene così raramente.
Un uomo decide di alzarsi presto, cominciando dall’indomani. Un ‘io’, o un gruppo di ‘io’, prende questa decisione. Ma l’alzarsi è una cosa che riguarda un altro ‘io’, che non è affatto d’accordo, e che può persino non essere stato messo al corrente della cosa. Naturalmente quest’uomo continuerà a dormire il mattino seguente e la sera deciderà di nuovo di alzarsi presto.
In certi casi questo può comportare conseguenze molto spiacevoli. Un piccolo ‘io’ accidentale può, a un certo momento, fare una promessa, non a se stesso, ma a qualcun altro, semplicemente per vanità o per divertimento. Poi scompare, ma l’uomo, ossia l’insieme degli altri ‘io’ che sono assolutamente innocenti, dovrà forse pagare tutta la vita per questo scherzo.
È la tragedia dell’essere umano, che qualunque piccolo ‘io’ abbia così il potere di firmare assegni e cambiali e che sia in seguito l’uomo, ossia la totalità, che debba farvi fronte. Vite intere trascorrono così, per regolare dei debiti contratti da piccoli ‘io’ accidentali. “Gli insegnamenti orientali contengono varie immagini allegoriche che cercano di ritrarre la natura dell’essere umano da questo punto di vista. “Secondo uno di essi, l’uomo è paragonato a una casa senza Padrone né sovrintendente, occupata da una moltitudine di servitori che hanno interamente dimenticato i loro doveri: nessuno vuole fare ciò che deve; ognuno cerca di essere il padrone, non fosse che per un momento, e, in questa specie di anarchia, la casa è minacciata dai più gravi pericoli. La sola speranza di salvezza è che un gruppo di servitori più sensati si riuniscano ed eleggano un sovrintendente temporaneo, cioè un sovrintendente delegato. Questo sovrintendente delegato può allora mettere gli altri servitori al loro posto, e costringere ognuno a fare il proprio lavoro: la cuoca in cucina, il cocchiere nella scuderia, il giardiniere in giardino, e così via.
In questo modo, la ‘casa’ può essere pronta per l’arrivo del vero sovrintendente, il quale a sua volta preparerà l’arrivo del vero Padrone. “Il paragone dell’uomo con una casa che aspetta l’arrivo del padrone è frequente negli insegnamenti orientali che hanno conservato tracce dell’antica conoscenza e, come sapete, questa idea appare sotto varie forme, anche in molte parabole dei Vangeli. “Ma anche se l’uomo comprendesse nel modo più chiaro le sue possibilità, questo non lo farebbe progredire di un solo passo verso la loro realizzazione. Per essere in grado di realizzare queste possibilità, deve avere un desiderio di liberazione molto forte, deve essere pronto a sacrificare tutto, a rischiare tutto per la propria liberazione”.

ESTRATTO DA “FRAMMENTI DI UN INSEGNAMENTO SCONOSCIUTO” di P.D.Ouspensky

cosmo

Incipit, Don Quijote de la Mancha .

Posted in Incipit, Libri, Poesia, Storia, Viaggi with tags , , , on 2015-12-26 by cosmo

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“Sfaccendato lettore, potrai credermi senza che te ne faccia giuramento, ch’io vorrei che questo mio libro, come figlio del mio intelletto, fosse il più bello, il più galante ed il più ragionevole che si potesse mai immaginare; ma non mi fu dato alterare l’ordine della natura secondo la quale ogni cosa produce cose simili a sé. Che potea mai generare lo sterile e incolto mio ingegno, se non se la storia d’un figlio secco, grossolano, fantastico e pieno di pensieri vari fra loro, né da verun altro immaginati finora? E ben ciò si conviene a colui che fu generato in una carcere, ove ogni disagio domina , ed ove ha propria sede ogni sorte di malinconscioso rumore. Il riposo, un luogo delizioso, l’amenità delle campagne, la serenità dei cieli, il mormorar delle fonti, la tranquillità dello spirito, sono cose efficacissime a render feconde le più sterili Muse, affinché diano alla luce parti che riempiano il mondo di maraviglia e di gioia. Avviene talvolta che un padre abbia un figliuolo deforme e senza veruna grazia, e l’amore gli mette agli occhi una benda, sicché non ne vede i difetti, anzi li ha per frutti di buon criterio e per vezzi, e ne parla cogli amici come di acutezza e graziosità.

Io però, benché sembri esser padre, sono patrigno di don Chisciotte, né vo’ seguir la corrente, né porgerti suppliche quasi colle lagrime agli occhi, come fan gli altri, o lettor carissimo, affinché tu perdoni e dissimuli le mancanze che scorgerai in questo mio figlio. E ciò tanto maggiormente perché non gli appartieni come parente od amico, ed hai un’anima tua nel corpo tuo, ed il tuo libero arbitrio come ogni altro, e te ne stai in casa tua, della quale sei padrone come un principe de’ suoi tributi, e ti è noto che si dice comunemente: sotto il mio mantello io ammazzo il re. Tutto ciò ti disobbliga e ti scioglie da ogni umano riguardo, e potrai spiegar sulla mia storia il tuo sentimento senza riserva e senza timore d’essere condannato per biasimarla, o d’averne guiderdone se la celebrerai. (…) ”

Miguel Cervantes

Oh, the Places You’ll Go!

Posted in Incipit, Libri, Poesia with tags , , , on 2015-12-16 by cosmo

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Congratulations!
Today is your day.
You’re off to Great Places!
You’re off and away!

You have brains in your head.
You have feet in your shoes
You can steer yourself
any direction you choose.
You’re on your own.
And you know what you know.
And YOU are the guy who’ll decide where to go.

Congratulazioni!
Oggi è il tuo giorno.
Sei in viaggio verso Grandi Luoghi!
Sei via, in viaggio!

Hai cervello in testa,
Hai piedi nelle scarpe,
Puoi condurre te stesso
In qualsiasi direzione tu voglia
Sei solo.
E sai ciò che conosci.
E sei TU a decidere dove andare.

You’ll look up and down streets.
Look ’em over with care.
About some you will say, “I don’t choose to go there.”
With your head full of brains and your shoes full of feet,
you’re too smart to go down any not-so-good street.

And you may not find any
you’ll want to go down.
In that case, of course,
you’ll head straight out of town.

It’s opener there
in the wide open air.

Out there things can happen
and frequently do
to people as brainy
and footsy as you.

And when things start to happen,
don’t worry.
Don’t stew.
Just go right along.
You’ll start happening too.

OH!
THE PLACES YOU’LL GO!

You’ll be on your way up!
You’ll be seeing great sights!
You’ll join the high fliers
who soar to high heights.

You won’t lag behind, because you’ll have the speed.
You’ll pass the whole gang and you’ll soon take the lead.
Wherever you fly, you’ll be the best of the best.
Wherever you go, you will top all the rest.

Except when you don’t
Because, sometimes, you won’t.

I’m sorry to say so
but, sadly, it’s true
and Hang-ups
can happen to you.

You can get all hung up
in a prickle-ly perch.
And your gang will fly on.
You’ll be left
in a Lurch.

You’ll come down from the Lurch
with an unpleasant bump.
And the chances are, then,
that you’ll be in a Slump.

And when you’re in a Slump,
you’re not in for much fun.
Un-slumping yourself
is not easily done.

You will come to a place where the streets are not marked.
Some windows are lighted.
But mostly they’re darked.
A place you could sprain both your elbow and chin!
Do you dare to stay out?
Do you dare to go in?
How much can you lose?
How much can you win?

And IF you go in, should you turn left or right…
or right-and-three-quarters? Or, maybe, not quite?
Or go around back
and sneak in from behind?
Simple it’s not, I’m afraid you will find,
for a mind-maker-upper to make up his mind.

You can get so confused
that you’ll start in to race
down long wiggled roads at a break-necking pace
and grind on for miles across weirdish wild space, headed, I fear, toward a most useless place.
The Waiting Place…

…for people just waiting.
Waiting for a train to go,
or a bus to come,
or a plane to go,
or the mail to come,
or the rain to go,
or the phone to ring,
or the snow to snow,
or waiting around for a Yes or a No
or waiting for their hair to grow.
Everyone is just waiting.

Waiting for the fish to bite
or waiting for wind
to fly a kite
or waiting around for Friday night
or waiting, perhaps,
for their Uncle Jake
or a pot to boil,
or a Better Break
or a string of pearls,
or a pair of pants
or a wig with curls,
or Another Chance.
Everyone is just waiting.

NO!
That’s not for you!

Somehow you’ll escape
all that waiting and staying.
You’ll find the bright places
where Boom Bands are playing.

With banner flip-flapping,
once more
you’ll ride high!
Ready for anything under the sky.
Ready because you’re that kind of a guy!

Oh, the places you’ll go!
There is fun to be done!
There are points to be scored.
There are games to be won.
And the magical things you can do with that ball
will make you the
winning-est winner of all.
Fame! You’ll be famous as famous can be, with the whole wide world watching you win on TV.

Except when they don’t.
Because, sometimes, they won’t.

I’m afraid that some times
you’ll play lonely games too.
Games you can’t win
’cause you’ll play against you.

All Alone!
Whether you like it or not,
Alone will be something
you’ll be quite a lot.

And when you’re alone, there’s a very good chance
you’ll meet things that scare you right out of your pants.
There are some, down the road between hither and yon,
that can scare you so much you won’t want to go on.

But on you will go
though the weather be foul
On you will go
though your enemies prowl
On you will go
though the Hakken-Kraks howl
Onward up many
a frightening creek,
though your arms may get sore
and your sneakers may leak.

On and on you will hike
and I know you’ll hike far
and face up to your problems
whatever they are.

You’ll get mixed up, of course,
as you already know.
You’ll get mixed up
with many strange birds as you go.
So be sure when you step.
Step with care and great tact
and remember that Life’s
a Great Balancing Act.
Just never forget to be dexterous and deft.
And never mix up your right foot with your left.

And will you succeed?
Yes! You will, indeed!
(98 and 3/4 percent guaranteed.)

KID,
YOU’LL MOVE MOUNTAINS!

So…
be your name Buxbaum or Bixby or Bray
or Mordecai Ali Van Allen O’Shea,
you’re off to Great Places!
Today is your day!
Your mountain is waiting.
So…get on your way!

Studierai le strade.
Guardale con attenzione.
Di alcune dirai: ”Scelgo di non andare di là”
Con la testa colma di cervello e le scarpe colme di piedi,
Sei troppo sveglio per percorrere una strada che non sia abbastanza buona.

E potresti non trovarne nessuna
Che vorrai percorrere.
In quel caso, naturalmente,
Abbandonerai la città.

E’ più vasto là,
nel grande spazio aperto.

Là fuori, molte cose possono accadere,
e spesso accadono
a gente sveglia
e in movimento come te.

E quando le cose cominciano ad accadere, non preoccuparti.
Non stare in ansia.
Semplicemente continua ad andare.
Anche tu comincerai ad accadere.

OH!
I LUOGHI IN CUI ANDRAI!

Sarai sulla tua strada!
Vedrai luoghi meravigliosi!
Ti unirai agli ambiziosi
che si levano ad altezze inaudite!

Non resterai indietro perché sarai padrone della velocità.
Sorpasserai il gruppo e presto sarai al primo posto.
Ovunque volerai, sarai il migliore fra i migliori.
Ovunque andrai, sarai sopra tutti gli altri.

A meno che tu non lo faccia,
Perché, a volte, non vorrai.

Mi dispiace dirlo
ma è tristemente vero
e le battute d’arresto
potranno capitare anche a te.

Potrai bloccarti
su una pertica spinosa
E il tuo gruppo volerà avanti
E sarai lasciato solo in mezzo ai problemi.

Ne scenderai
con un brutto tonfo
E forse allora succederà
che avrai un crollo.

E quando sei in crisi,
non sei in vena di divertimenti.
Uscire dalla crisi,
non è cosa facile.

Giungerai in un luogo dove le strade non sono segnate.
Alcune finestre saranno illuminate.
Ma la maggior parte saranno buie.
Un luogo dove potrai slogarti gomito e mento!
Oserai star fuori?
Oserai entrare?
Quanto puoi perdere?
Quanto puoi vincere?

E SE entrerai, andrai a destra o a sinistra…
O a destra-e-tre-quarti? O forse più o meno?
O girerai sul retro
e spierai dentro?
Temo scoprirai che semplice non è
Per uno spirito fattivo superiore prendere una decisione.

Potrai essere così confuso,
che comincerai a correre
lungo strade ondeggianti a passo da scavezzacollo
e macinerai miglia attraverso selvaggi spazi misteriosi, verso, temo, un luogo assolutamente inutile,
il Luogo dell’Attesa…

… per gente che aspetta.
Aspetta un treno per andare,
o un autobus per arrivare,
o un aereo per partire,
o la posta da ricevere,
o la pioggia scendere,
o il telefono squillare,
o la neve nevicare,
o aspetta un SI o un NO,
o aspetta che crescan loro i capelli.
Ognuno sta aspettando…

Aspetta che abbocchi il pesce,
o aspetta il vento per far volare l’aquilone,
o aspetta il venerdì notte,
o che arrivi, forse,
il proprio Zio Jake,
o una pentola bollire,
o un’Occasione Migliore,
o una fila di perle,
o un paio di pantaloni,
o una parrucca con i ricci,
o un’Altra Possibilità.
Ciascuno sta aspettando.

NO!
Non è per te!

In qualche modo sfuggirai
tutto questo stare ed aspettare.
Troverai luoghi luminosi
Dove Bande Tuonanti suoneranno.

Con uno svolazzante stendardo
ancora una volta cavalcherai le altezze!
Pronto ad ogni cosa sotto il cielo.
Pronto perché tu sei quel tipo di persona!

Oh, i luoghi in cui andrai!
C’è divertimento là!
Ci son punti da fare.
Ci son giochi da vincere.
E le cose magiche che potrai fare con quella palla
faranno di te
il vincitore fra i vincitori.
Fama! Sarai famoso come famosi si può essere, con tutto il mondo a guardarti vincere in tv.

A meno che non lo facciano,
Perché, a volte, non lo vorranno fare.

Temo che a volte
Giocherai anche giochi solitari.
Giochi che non puoi vincere
perché giocherai contro te stesso.

Tutto solo!
Che ti piaccia o no,
Star solo sarà qualcosa
che ti accadrà molto spesso.

E quando sei solo, ci son buone probabilità
Che ti capitino cose da farti morir di paura.
Ce ne sono alcune, per la strada qua e là,
che ti spaventeranno talmente che non vorrai più proseguire.

Ma andrai avanti,
nonostante il brutto tempo,
andrai avanti,
nonostante i nemici ti diano la caccia,
andrai avanti
nonostante le urla dei mostri marini,
Avanti, lungo
torrenti turbolenti
nonostante le tue braccia doloranti,
e le tue scarpe bucate.

Sempre avanti camminerai
ed io so che andrai lontano
e affronterai i tuoi problemi
di qualunque natura siano.

Ti mescolerai, certo,
e tu lo sai.
Ti mescolerai
a tanti strani uccelli mentre vai.
Così, attento quando muoverai un passo.
Muoviti con cura e gran tatto
e ricorda che la vita
è un Grande Movimento di Equilibrio.
Così non dimenticare mai di essere accorto e abile,
e non distrarti.

Ce la farai?
Sì! Ce la farai, davvero!
(garantito al 98% e ¾)

RAGAZZO,
TU MUOVERAI LE MONTAGNE!

Così…
Che il tuo nome sia Buxbaum o Bixby o Bray
O Mordecai Ali Van Allen O’Shea,
sei in viaggio per Grandi Luoghi!
Oggi è il tuo giorno!
La tua montagna ti aspetta.
Su… segui la tua strada!

Dr.Seuss

santa Lucia o solstizio d’ inverno ?

Posted in Astronomia, Libri, Natura, Scienza e fede with tags , , , , , , on 2015-12-13 by cosmo

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“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.”

William Shakespeare

Le ore di luce sono un aspetto fondamentale per la vita di tutti i giorni ed un’informazione molto utile per chi vuole viaggiare. Ogni anno osserviamo l’accorciarsi delle giornata in inverno e l’allungarsi in estate.

Ma qual è il giorno più corto dell’anno in Italia? Ed il giorno più lungo?

La scienza ci dice subito che il giorno più corto si ha nel solstizio d’inverno il 21/22 dicembre ed il giorno più lungo nel solstizio d’estate il 20/21 giugno.

Il giorno più corto e Santa Lucia

Abbiamo visto che il giorno più corto si ha il 21 o 22 dicembre, mentre la tradizione popolare ci dice che il giorno più corto è il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia: Santa Lucia il giorno più corto che ci sia!

In realtà non è forse così sbagliato affermare che il 13 dicembre sia il giorno più corto, vediamo perchè.

Percezione della lunghezza del giorno

Nella valutazione dell’allungamento delle giornate siamo più attenti e sensibili all’ora in cui tramonta il sole e fa buio rispetto al sorgere dello stesso.

Quindi siamo più interessati a sapere qual è il giorno in cui il sole tramonta prima (o dopo) rispetto al giorno in cui abbiamo meno luce (o più luce).

La domanda successiva allora è: ma il 20/21 dicembre sono anche i giorni in cui tramonta prima il sole? Sono i giorni in cui fa buio prima?

La risposta è no! In questi giorni fa buio più tardi e udite udite il giorno di Santa Lucia il sole tramonta prima del solstizio d’inverno.

In pratica non abbiamo perfetta simmetria tra l’ora in cui sorge il sole e l’ora in cui tramonta e quindi non coincidono il giorno di tramonto minimo con quella di alba massima.
La spiegazione scientifica risiede nella velocità della terra nel suo giro intorno al Sole (moto di rivoluzione). Il percorso che compie il nostro pianeta non è circolare ma segue un’orbita ellittica e presenta un punto più vicino al Sole (Parelio) ed uno più lontano (Afelio).

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Quando la terra si trova più vicino dal Sole (fase di Perelio), per la seconda legge di Keplero accelera il suo movimento (il contrario avviene nella fase di Afelio), e per le formule della gravitazione universale di Newton si verifica che il sole si trova in una posizione anticipata, riducendo di fatto il tempo in cui illumina la terra.
Questo effetto combinato con l’avvicinarsi del solstizio invernale fa in modo che i giorni in cui il sole tramonta prima sono quelli delle prime settimane di dicembre.

Alla latitudine di Roma (41,9) a dicembre 2015 il giorno più corto in termini di tramonto si avrà dal 3 al 14 dicembre.

Fonte: web

 

La tragedia dell’ Essex che ispirò Moby Dick.

Posted in Libri, Natura, Scienza e fede, Storia with tags , , , , , , , on 2015-11-21 by cosmo

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Una grande opera come Moby Dick non poteva che essere ispirata da una grande tragedia. Questa è la storia dei prodi della baleniera Essex di Nantucket, che partirono in cerca di gloria e ambra grigia sfidando l’oceano in un batuffolo di legno e non tornarono più, travolti dalla furia di uno spermaceti. E come spesso accade che la gloria faccia coppia con la morte ecco che di gloria invero ne trovarono; nel capolavoro di Melville, che riporta la memoria a quei terribili eventi.
Il mare è, da sempre, la più grande delle follie.

cosmo

>Nel 1819 la Baleniera Essex, partita da Nantucket, nel New England, nelle acque dell’Oceano Pacifico, viene colpita da un enorme capodoglio. Mentre la barca colava a picco per i colpi subiti, l’equipaggio si dispose su tre scialuppe insieme alle riserve di cibo, ma erano comunque a 2 mila miglia al largo delle Society Island, le terre emerse più vicine.

Nel giro di qualche settimana l’acqua potabile era finita e il pane inzuppato nell’acqua marina non faceva altro che peggiorare la loro sete. Le loro barchette erano circondate da squali e da predatori si trasformarono in prede.

Dopo aver trovato un temporaneo ristoro in un isolotto non abitato, tutto l’equipaggio tranne tre uomini decisero di puntare verso l’Isola di Pasqua, non considerando che le isole Pitcairn (abitate), si trovavano a soli pochi giorni di navigazione, in un’altra direzione.Smarrirono subito la rotta e la situazione peggiorò molto rapidamente: cominciarono a morire i propri uomini, che furono buttati in mare. Dopo un paio di mesi di navigazione, alla morte successiva fu deciso di rompere il tabù e utilizzare il cadavere per alimentarsi, separando gli arti dal corpo e la carne dalle ossa. Mangiarono per prima cosa il cuore e poi tagliarono il resto della carne a piccole strisce prima di buttare in mano le carcasse.

Quattro membri dell’equipaggio morirono successivamente e furono mangiati dai superstiti e quando le due imbarcazioni si separarono il comandante rimase solo con 3 marinai poco più che ragazzini. Rimasti di nuovo senza cibo e senza nessuna prospettiva di avvistare la terraferma uno dei tre giovani propose di tirare a sorte per decidere chi si loro avrebbe dato la sua vita per consentire agli altri di poter

Quando venne individuata la vittima, il giovane Coffin, gli fu consentito di scrivere una lettera a sua madre per spiegare il suo martirio e chiedere lei di scusare i suoi carnefici. Dopo questo gesto fu colpito a morte e i tre superstiti mangiarono i suoi resti.

Prima dell’avvistamento da parte della nave Delfino, anche un altro dei ragazzi morì e fu divorato dal capitano e dall’altro giovane rimasto.

Quando vennero raccolti dai loro salvatori, in condizioni fisiche molto precarie, con le ossa visibili sulla pelle ormai consunta, erano passati 93 giorni esatti dall’urto con il capodoglio.

I tre sopravvissuti della seconda scialuppa furono salvati da una nave inglese cinque giorni prima: era infestati da bolle, gli arti distesi dalla ritenzione dei liquidi, la loro lingua troppo gonfie per poter parlare.

I tre marinai rimasti nell’isola furono ritrovati vivi due mesi dopo, mentre la terza scialuppa fu ritrovata molti mesi dopo in un isolotto vicino, con quattro scheletri all’interno.

Quando i sopravvissuti tornarono a Nantucket, il capitano Pollard andò a recapitare alla mamma di Coffin il suo messaggio, ma lei non lo perdonò mai per aver mangiato suo figlio per poter sopravvivere.

Sorprendentemente il capitano Pollard tornò a imbarcarsi in mare ma fece naufragio vicino le isole Hawaii. Venne salvato ma la sua carriera in mare finì e diventò guardiano notturno. Non volle mai parlare della sua esperienza. Owen Chase, sopravvissuto insieme a Pollard, parlò a lungo di quanto era successo e i suoi racconti ispirarono a Hermann Melville il romanzo Moby Dick.<

Fonte: Web

 

Empirismo eretico

Posted in Libri, Poesia with tags , , , , on 2015-11-10 by cosmo

Empirismo eretico.qxd:Empirismo ereticoE’ dunque assolutamente necessario morire, perché finché siamo vivi manchiamo di senso, e il linguaggio della nostra vita (con cui ci esprimiamo, e a cui dunque attribuiamo la massima importanza) è intraducibile: un caos di possibilità, una ricerca di relazioni e di significati senza soluzione di continuità. La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita: ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti), e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile […]. Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci.

Pier Paolo Pasolini